Abbiamo intervistato direttamente i Manomanouche nei "camerini" del Moody Jazz e ne è nata una bella chiacchierata. C'erano a farmi compagnia nell'intervista, Luca Enipeo e Nunzio Barbieri, Max Pitzianti alla fisarmanica, Jino Touche al contrabasso e Luca Velotti ai fiati.
La prima domanda, naturalmente a colui che è il leader del gruppo e cioè Luca Enipeo.
Luca, come è nato Manomanouche?
Luca: Il progetto Manomanouche nasce da un viaggio di piacere che abbiamo fatto io e Nunzio per conoscere le terre degli zingari Manouche e cioè in Francia. Da lì ci siamo appassionati così tanto alle loro sonorità, che abbiamo pensato di portarle in giro nei nostri concerti (interveniva Nunzio). A Jino Touche ho chiesto;
Jino come hai conosciuto Luca e Nunzio?
Jino: Beh, li ho ascoltati in un locale mentre si esibivano (nello stesso tempo ancora Nunzio di eco gli diceva: si, era del tutto ubriaco e ha detto che voleva suonare con noi, scherzando naturalmente) e ho notato che esprimevano delle sonorità di cui me ne sono subito innamorato e tramite amici comuni ci siamo incontrati e da li l'entrata nel gruppo.
A Max Pitzianti di conseguenza ho fatto la stessa domanda.
Max come ti sei avvicinato a loro tre e come hai unito il tuo strumento più armonico alle loro sonorità più acustiche?
Max: Ho conosciuto Luca e Nunzio tramite Jino che già conoscevo e da li è nata la collaborazione. Per quanto riguarda l'unione dei nostri strumenti, in passato già Django Reinhardt aveva alcuni standard con valzer gipsy-musette molto vicini al genere.
Allora gli chiedo; ma è vero che il vostro ritmo nasce dagli zingari Manomanouche?
Max: Sicuramente nasce dagli zingari Manomanouche come suono, ritmo, ma il nostro suo si è anddato via via evolvendo per farsi contaminare da altri suoni, cioè, un suono se possiamo dire così, diverso.
A quel punto mancava solo Luca Velotti, e a lui ho chiesto: Luca, com'è l'unione tra l'acustica e i fiati?
Luca V.: Sicuramente già Django Reinhardt ha già contaminato il jazz Manomanouche con la sezione fiati, se pensi che due dei suoi musicisti, francesci tra l'altro, hanno suoanato i fiati con lui, la cosa nasce già fatta. Ma sono grato ai ragazzi poichè loro mi hanno fatto ricordare il grande passato dei Manouche passando però a delle sonorità molto moderne e sopratutto in sperimentazione.
L'ultima domanda è a Luca Enipeo.
Luca, ho letto sul vostro sito di un live 2008, ma è un progetto discografico?
Luca: Per il momento ancora non è stato messo nulla su disco ma durante tutti i live che stiamo facendo, stiamo scegliendo dei brani che faranno parte di un progetto discografico che dovrebbe uscire a dicembre.
Eugenio Levi aka Anthony Linozzo