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FRANCESCO BIGONI

Nato a Ferrara, Italia, 1982. Con un precoce interesse per il jazz, prende il suo primo clarinetto e sassofono lezioni a Ferrara. Egli frequenta seminari detenuto da Steve Lacy (1998) e Andy Sheppard (2000). Egli partecipa alla "Seminari Senesi di Musica Jazz" (2-settimana internazionale master classes a Siena, Italia) nel 2000, 2001 e 2004. Dopo l'edizione 2001 è stata concessa una borsa di studio per la 13a IASJ (Associazione Internazionale delle Scuole di Jazz) di Helsinki (2002). Suona con Enrico Rava della "Under 21" quintetto tra il 2004 e il 2005. Ha lavorato per il jazz internet revisione All About Jazz - Italia (italia.allaboutjazz.com) come uno scrittore. Ha suonato in Italia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Slovenia, Stati Uniti d'America.
Egli ha svolto in questi luoghi (tra gli altri): Bergamo Jazz, Clusone Jazz, Umbria Jazz, Festival Angelica - Bologna, Concentus Musicus - Firenze, Modena Jazz Festival, Terni in Jazz, Suoni in Cava - Apricena (FG), Fandango Jazz Festival -- La Palma Club (Roma), Scuola Popolare di Musica Ivan Illich - Bologna, Carega Jazz Festival - Verona, Crossroads - Emilia Romagna, La Pietra - New York, Nublu - New York, Zebulon - New York, Auditorium Parco della Musica - Roma, El Rojo di Garda - Garda (VR), Festival Lent - Maribor (Slovenia), Piacenza Jazz Fest, la Casa del Jazz - Roma, Torrione Jazz Club - Ferrara, Gubbio No Borders - Gubbio (PG), Young Jazz in Town - Foligno (PG ), Umbria Jazz Winter - Orvieto (TR), Reggio Top Jazz Festival - Reggio Calabria, Metastasio Jazz - Prato. Egli ha svolto con: Marc Abrams, Ralph Alessi, Gabrio Baldacci, Pietro Ballestrero, Nelide Bandello, Stefano Battaglia, Francesco Bearzatti, Walter Beltrami, Paolo Birro, Piero Bittolo Bon, Robert Bonisolo, Roberto Bordiga, Antonio Borghini, Domenico Caliri, Tommaso Cappellato, Greg Cohen, Anthony Coleman, Giulio Corini, Daniele D'Agaro, Franco Dal Monego, Luca DELL'ANNA, Amy Denio, Zeno De Rossi, Alessandro Fedrigo, Claudio Filippini, Johannes Fink, Danilo Gallo, Ronny Graupe, Kyle Gregory, Michael Griener, Gerhard Gschloessl, Giovanni Guidi, Simone Guiducci, Ulrich Gumpert, Curtis Hasselbring, Tristan Honsinger, Andrea Jeric, Daniel Kinzelman, Briggan Krauss, Andrea Lombardini, Christian Lillinger, Joao Lobo, Andrea Lombardini, Gary Lucas, Jessica Lurie, Giovanni Maier , Emanuele Maniscalco, Pasquale Mirra, Alessandro Minetto, Giorgio Pacorig, Simone Padovani, Gianluca Petrella, Francesco Ponticelli, Enrico Rava, Stefano Risso, Jan Roder, Mirco Rubegni, Alfonso Santimone, Daniele Santimone, Enrico Sartori, Beppe Scardino, Federico Scettri, Stefano Senni, Chris Speed, Massimiliano Sorrentini, Achille Succi, Ares Tavolazzi, Enrico Terragnoli, Diana Torto, Marco Zanoli, Enzo Zirilli, tra gli altri.
Egli partecipa al Laboratorio Permanente detenute da Stefano Battaglia a Siena dal 2004.? Nel periodo 2006-2007 egli scrive ed esegue musica dal vivo per il gioco "Metallo", scritto ed interpretato da Emiliano Pergolari e Michele Bandini e prodotto dal Teatro Stabile dell'Umbria.
E 'un membro di El Gallo Rojo (www.elgallorojorecords.com) etichetta / collettivo partire dal 2005. I suoi progetti comprendono Headless Cat, Osmiza, Houdini's Cage, senza radici, Nimoy, Zenophilia. Attualmente lavora con Shtik, Gianluca Petrella Cosmic Music Orchestra, Orange Camera, Giulio Corini Libero Motu, Andrea Lombardini Broken Band, Hatzel, Stefano Battaglia Outvestigation, Kibalcic, Francesco Diodati Neko, Orchestra Vertical, tra gli altri.

El Gallo Rojo

Probabilmente le vicende del collettivo El Gallo Rojo sono tra gli eventi piu' significativi degli ultimi anni di jazz italiano: in uno scenario che vede sempre piu' ampliarsi il divario tra artisti e possibilita' produttive "big" (i vari Rava, Fresu, Bollani) e la mariade di jazzisti cui le piccole etichette garantiscono ormai praticamente solo di "esistere" discograficamente, il fatto che una label riesca a coagulare attorno a se' idee e artisti nuovi e consenta loro di creare una rete (con piu' di qualche addentellato con downtown di New York) di questo livello e' un esito rimarchevole. Tra le ultime uscite spicca "Dudek!" del quartetto Mickey Finn, vintage onirico elettrico cucinato in modo prelibato dalle tastiere di Giorgio Pacorig, con le chitarre di Enrico Terragnoli e la ritmica pulsante di Danilo Gallo e Zeno De Rossi. Tra Morricone e Sun Ra, come uno Zorn risucchiato dalle sabbie mobili in un vecchio b-movie, "Dudek!" cola i suoni dentro gli angoli piu' bui e ne accende i dettagli fluttuanti. Notevole! (8)
Piu' intimo, ma assolutamente da segnalare, anche il duo tra Achille Succi - forse il sassofonista e clarinettista piu' interessante in circolazione nelle nostre lande - e il contrabbassista Salvatore Maiore: "Pequenas Flores Do Inferno", giocato su toni inquieti e scuri, rovescia la prospettiva "cameristica" del dialogo e la screzia di aperture, nel solco della migliore improvvisazione europea. Tra le rincorse sbuca da un angolo anche Pixinguinha di Rosa, deliziosamente carezzato dal clarinetto basso. (7)

ENRICO Terragnoli è il santo eremita della chitarra nazionale.
Sarebbe ingiusto chiamarlo il Marc Ribot italiano e improprio (così come qualche critico frettoloso e poco ponderante definì Battisti il "Tim Buckley italiano"). Terragnoli persegue con ostinata, gioiosa, distaccata solitudine un suo percorso artistico fatto di lampeggi rock, torridi battimenti messicani, bric-a-brac da robivecchi. Già a me sta simpatico lo scegliere chitarre ferrovecchio (memorabile la eko red fiesta di centurie fa), i suoni impuri, i vicoli sghembi e sterrati.
Davvero Terragnoli è unico nel suo mestiere, artigiano umile e laborioso delle corde, principe dell'understatement e dell'insinuamento sinuoso.
Il suo progetto "ORCHESTRA VERTICAL" edito dalla comune resistente EL GALLO ROJO RECORDS presenta un altro imprevisto terragnoliano: la cantabilità.
In effetti è fortunatamente un disco di canzoni, e che canzoni, e quanto facilmente si porgono all'orecchio. Sì, sono proprio canzoni da sussurrare a denti stretti su una spiaggia di Zipolite, con una fresca Xibeca in mano a nullafacere se non sognare ventenni dalla pelle ambra con un pizzico di nostalgia per l'autunno parigino. (Ma che resti solo un sentimento e non una fattualità, giacchè mai più a casa si vuol tornar)
Distesi dalla limpida e sensuale voce della moglie di Terragnoli, Claudia Bidoli, la scalcagnata brigata dell'Orchestra in picchiata verticale, atterrata da un cannone mai di troppo, è composta da ZENO DE ROSSI, batteria, percussioni; DANILO GALLO e STEFANO SENNI ai contrabbassi; OSCAR MARCHIONI, hammond;GIORGIO PACORIG, rhodes;FABRIZIO PUGLISI;piano;THOMAS SINIGALLIA;fisarmonica;FABIO BASILE;chitarra k;ACHILLE SUCCI;clarinetto basso;GERHARD GSCHLOESSL,trombone;ALESSANDRO DE ROSSI,percussioni;ELENA TERRAGNOLI,flauto;NICOLO' SORGATO,charango;FRANCESCO BEARZATTI,sax tenore.
Un cd un'altra volta differente all'interno della variegata proposta del Gallo Rojo, che questa volta vuole regalare un raggio di sole e una nuvola di drago alle orecchie degli ascoltatori.
FATE DI QUESTO LAVORO IL TORMENTONE DELLA VOSTRA ESTATE!!!!
C'è un'Italia che si sopravvaluta e un'altra che si sottovaluta. C'è un paese che crede che tra Shakira e Laura Pausini non ci sia differenza, anzi, e crede che le Vibrazioni siano un gruppo rock. C'è un'altra parte del paese che invece realizza opere interessanti tanto quanto se non di piu' di quelle oltreoceano e quasi ne è imbarazzata.... Tra i tanti linguaggi musicali sotterranei, poco remunerativi ma di grande soddisfazione "morale" e artistica (siamo alle solite, lo so) mi ha colpito il lavoro di un gruppo di musica improvvisata che fa riferimento alla coraggiosa e realmente indipendente etichetta EL GALLO ROJO. La band in questione (vedete li tratto già da rockettari...) si chiama MICKEY FINN, DAL NOME DI UN BENEFATORE/BARISTA CHE NELLaMERICA DEI BEI TEMPI, ERA SOLITO DROGARE I CLIENTI PER POI FINIRLI IN TUTTA CALMA. La formazione vede alle tastiere GIORGIO PACORIG,DANILO GALLO alle corde basse,ZENO DE ROSSI ai tamburi e ENRICO TERRAGNOLI alla "chitarra". Registrato nella notte di Walpurga della primavera dello scorso anno e poi mixato nei benedetti studi di Stefano Amerio, gli ARTESUONO di Cavalicco (UD), MICKEY FINN (you're Mickey finn, friend, per dire che sei scoppiato di sostanze) può essere visto ANCHE come un omaggio a passati mondi lisergici di qualche decennio fa, quando droga era solo un effetto senza conseguenza. Il lavoro è un cut up di un'unica session improvvisata raccolta dal tecnico BLAZ CELAREK e questa è solo una delle tante somiglianze con l'universo parallelo del Davis elettrico piu' inquietante, quello dell'album GET UP WITH IT, al quale Mickey Finn somiglia. A differenza di quest'ultimo MickeyFinn ha la tendenza a perdersi sconosciuta a Davis e quindi il materiale sembra meno prender forma, attingendo ad una forma di organizzazione degli spazi piu' inconscia. E? possibile che il tipo di droghe assunte sia differente da quelle degli anni 70. Qui l'effetto sintetico è piu' ossessionato e languido, privo di quella programmaticità davisiana. MARCELLO MASTROIANNI, la rumba dedicata al tenero attore, sembra I only have eyes for you, cantata da un ubriaco teneramente saturo di Armagnac Hennessy. DUDEK! è Franco Micalizzi. REDRUM REDRUM REDRUM si situa dalle parti di Calypso Freelimo e attende la voce di un Tricky per completare il trip hop sabbatico. THE RETURN OF THE GIANT SQUID dal titolo cormaniano legata a SMILE DEAD SMILE stanno in un deserto di Almeria e Inferno di Dario Argento. Potrebbe essere il complemento alle musiche di un western alla Canevari con Bill Frisell motore di idee.SNOID, tra le più davisiane e non per la presenza della tromba di KYLE GREGORY, ma perchè ha il tono apocalittico di certo Davis anni 80. L'atollo hawaiano di pace e serenità e meritata solitudine de LA CENTESIMA VOLTA chiude questo trip pressochè infernale ed iniziatico. Come si potrà VEDERE all'ascolto stavolta è calata giusta.... La chitarra di Enrico Terragnoli si aggira come un anziano avido di tesori nel mercatino delle pulci di una fiera di paese; il basso di Danilo Gallo sembra avere un'ostinata antipatia per le note e sogna di essere un vecchio portone cigolante e dall'aspetto osceno; Giorgio Pacorig sfarfalla sulle tastiere in modo aguzzo e laterale creando terreni sterrati e scorciatoie agli stessi; la cassa loffa e i piatti sfarinosi di Zeno de Rossi sono semplicemente autostrade. buon trip!!!! MICKEY FINN: Dudek! (el gallo rojo records, 2006)

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