Chart
Interviste
Recensioni
E-Mail

 

Radioerre

 
Interviews
ADA MONTELLANICO

«L’interesse per la musica ed il canto è nato quando frequentavo il corso di etnomusicologia all’Università; ero appassionata per il lavoro diricerca sul campo che si faceva. Poi ho studiato per due anni il sax soprano, ed infine ho seguito il corso di vocalità jazz alla Scuola del Testaccio.
Così ho cominciato a cantare il jazz… ».
L’incontro di Ada Montellanico con lamusica avviene nei primi anni Ottanta; è lei stessa a raccontarlo ad Alba Solaro, in un’intervista apparsa su L’Unità di quegli anni.
Infatti dal 1981 all’82 la cantante romana affronta la ricerca sulla musica popolare italiana; nel 1983 (e poi fino all’85) comincia a seguire i corsi di musica e canto presso la Scuola di Musica Popolare di Testaccio. Le sue doti canore impressionano subito Enrico Pieranunzi, indiscusso rappresentante del più lirico pianismo italiano sulla scena internazionale, con il quale inizia una collaborazione già nell’85.
Il suo debutto ufficiale nel panorama jazzistico è segnato da un evento rilevante: l’esibizione al Four Roses Jazz Festival di Roma nel 1985 proprio con lo stesso Pieranunzi. La Montellanico si fa subito notare per la forte personalità canora che si manifesta con uno stile personale, derivato dalla difficile scuola del be bop, e nello stesso tempo duttile nei confronti di nuove esperienze. «…Non cerco di rifarmi a qualche cantante in particolare…» afferma lei stessa; è piuttosto una appassionata interprete ed una ricercatrice curiosa delle canzoni che ama e che sceglie “con attitudine anticonformista” non solo nell’ambito del grande repertorio classico, ma anche tra le composizioni dei musicisti italiani che più le consentono di spaziare su territori diversi da quelli del tradizionale canto jazz.
Dal 1985 ai primi anni ‘90 Ada Montellanico sperimenta diverse formazioni che alterna nelle esibizioni live, passando dal quintetto al duo. Nel suo personalissimo viaggio tra gli standards americani e l’omaggio a Billie Holiday, suoi compagni musicali sono Enrico Pieranunzi da solo e poi con la formazione allargata ad Enzo Pietropaoli al contrabbasso e Roberto Gatto alla batteria. Alterna poi vari gruppi, in cui troviamo ospite anche il sassofonista Mario Raja, per arrivare a una felice collaborazione, che dura alcuni anni, con Stefano Lestini al piano, Fabrizio Sferra alla batteria e Massimo Moriconi al contrabbasso.
Negli anni 1992-’93 rivolge la sua attenzione anche all’ambito classico, esibendosi come soprano con il Blue Note Ensemble, formazione classica diretta da Marcello Faneschi, con cui affronta il repertorio di Gershwin.
Il 1993 è caratterizzato da due progetti di notevole importanza.
Il primo è tutto italiano e vede la Montellanico aderire al Ialsax Quartet, fondato dal sassofonista Gianni Oddi nel 1991, con il quale affronta anche un tour in Olanda. Il repertorio spazia dalla musica classica alla contemporanea, fino al jazz.
Il secondo segna particolarmente la carriera della cantante. Si tratta dell’incontro, dal felice esito artistico, con due giganti del jazz americano degli anni ’60: il leggendario batterista Jimmy Cobb, che nel 1959 incide con Miles Davis “Kind of Blue”, la pietra miliare del jazz, e vanta collaborazioni con
lo stesso Davis, John Coltrane e Sarah Vaughan, ed il contrabbassista Walter Booker, accompagnati dal pianista genovese Massimo Faraò. Ada Montellanico e “il suo trio”, come l’ha definito Michele Mannucci in un articolo apparso sul Secolo XIX, alla fine del ’93 si esibisce con enorme successo in molti club, non solo italiani, e in diversi festival: Genova, Nizza Monferrato, Biella, Mestre, Fano, Ascoli Piceno, raccogliendo dovunque ampi consensi e apprezzamenti per la sua voce calda e raffinata. L’esperienza si completa con l’incisione del primo disco, THE ENCOUNTER, realizzato grazie alla etichetta Philology e recensito su tutta la stampa specializzata come una delle più interessanti proposte discografiche del periodo.
Il 21 novembre 1996 viene presentato all’Alpheus di Roma il secondo atteso Cd della Montellanico, con l’appoggio della famiglia Tenco e prodotto sempre dalla Philology: si tratta de L’ALTRO TENCO in cui la vocalist, in perfetta sintonia con la propria ricerca musicale, propone, grazie ad una
ricerca accurata, il repertorio più nascosto e raffinato del grande cantautore di Cassine.
Brani come Volevo averti per me, Quasi sera, Il tempo passò, Tu non hai capito niente, sono stati trattati come veri e propri “standards”, coniugando in modo naturale ed intenso il linguaggio jazzistico con la più bella canzone d’autore italiana.
Nel Cd la cantante è accompagnata da alcuni dei maggiori rappresentanti del jazz italiano. Insieme a lei, infatti, Enrico Rava alla tromba e al flicorno, Fabio Zeppetella alla chitarra, Pietro Leveratto al contrabbasso e Fabrizio Sferra alla batteria. Enrico Pieranunzi partecipa all’incisione suonando le tastiere in due brani e scrivendo una composizione originale insieme a Gianpaolo Conti. Il lavoro, accolto entusiasticamente dalla critica e dal pubblico, è considerato uno dei migliori prodotti discografici dell’anno.
In realtà rappresenta molto di più, poiché costituisce non solo un riuscito omaggio reso al Tenco più intimista e sconosciuto, ma inaugura anche una “via italiana” del jazz particolarmente nuova per la composizione originale, che alla musica di ispirazione prettamente jazzistica unisce un testo scritto
nella nostra lingua.
«Un bel disco che fa onore alla musica italiana»: così lo definisce M. Crisostomi in una recensione apparsa su AUDIO Review del 1997. Infatti compare tra i primi “migliori cd” nella classifica stilata dal premio “Le Targhe ‘97”, facendo comparire Ada Montellanico nelle prime posizioni come “migliore interprete dell’anno”. Nel ’97 partecipa anche alla XXIIª edizione del “Premio Tenco” a Sanremo, dove l’artista si esibisce durante la serata conclusiva con Pieranunzi e Rava.
Contemporaneamente alla promozione de L’ALTRO TENCO esce un nuovo lavoro, MA L’AMORE NO per la Soul Note, che si pone evidentemente sulla scia del precedente sottolineando l’interesse della Montellanico per la ricerca sulla canzone d’autore italiana e non, attraverso una (ri)scoperta del canto come narrazione espressiva. La collaborazione con Enrico Pieranunzi rende importante questo Cd per i suoi preziosi arrangiamenti, notevolmente
eseguiti nell’incisione da tutto il quintetto formato, oltre che dai due artisti, anche da Pietro Leveratto al contrabbasso e Mauro Beggio alla batteria; ospiti d’eccezione sono Enrico Rava e il grande sassofonista Lee Konitz. Seguono numerose esibizioni live, tra le quali si ricorda particolarmente quella con la band al completo, che ha incantato il pubblico in una serata della quarta edizione dell’Anfiteatro Jazz Festival a Lucca, nonché le partecipazioni ai festival di Atina, Monteroduni, Bari, Ivrea, Ciampino, Nocera, Vicenza, Lucca, Udine, Imola, Cerisano, con date anche in Francia, tra il 1997-’98.
Negli anni successivi la strada tracciata da questi due Cd continua ad affascinare la jazz-singer romana, che da vita ad altri due progetti musicali “non codificati” da incisioni discografiche, quasi a sottolinearne l’eterna evoluzione. Si tratta di “Evans remembered”, con Fabio Zeppetella, alternatosi a Pietro Condorelli alle chitarre, Pietro Leveratto al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria; e del “Jazz e la canzone d’autore italiana”, con Fabrizio Bosso alla tromba e al flicorno, Giovanni Ceccarelli al piano, Pietro Ciancaglini al contrabbasso e sempre Tucci alla batteria. Ancora una
volta, con l’ausilio appunto di formazioni che attingono al miglior patrimonio dei giovani talenti italiani, Ada Montellanico si propone come una delle voci più interessanti e sensibili.
Nel ’99 queste qualità vengono sottolineate dal conferimento del prestigioso “Premio Montefortino”, che la cantante riceve con la seguente motivazione: «Una delle voci femminili più importanti nel panorama musicale italiano, che coniuga senso poetico e feeling ad un timbro di voce suadente, raffinato e, secondo i maggiori critici del genere, un timbro di sabbia; con uno stile basato sui chiaroscuri, sulle sfumature, sulle pieghe più nascoste della composizione.»
Tra il 1999 ed il 2001, la Montellanico si esibisce, accompagnata dalle suddette formazioni, nei più prestigiosi festival jazz, come la decima edizione dell’Accademia del jazz a Cosenza, la rassegna di Cetona o la kermesse jazzistica “Jazz&Wine”, e nei più famosi club italiani, tra i quali il “Vicolo” a Fano e lo storico club romano “Alexander Platz”.
Nel 2002, in occasione della partecipazione alla rassegna romana “FontanonEstate”, la cantante propone il suo tributo ad Evans con una formazione inedita, composta dal pianista Ceccarelli, dal contrabbassista Ciancaglini e dal Quartetto d’archi Pessoa.
Il 1999 e il 2000 vedono la fugace apparizione del trio “Elegos”, ovvero Ada Montellanico, Enrico Pieranunzi e Fabrizio Bosso. Gli “Elegos” si esibiscono al “Lauro Jazz ‘99” e al Teatro Politeama Siracusa di Reggio Calabria nel 2000, nell’ambito dei concerti all’università, ottenendo consensi entusiastici da parte del pubblico e della critica, che magnifica la performance musicale sulle pagine dei quotidiani. Il repertorio è quello della canzone d’autore, così congeniale alla Montellanico e ai suoi partners e sempre interpretato in modo nuovo ed originale.
Verso la fine degli anni ’90 si confronta anche con il Kammerton Vocal Ensemble, gruppo vocale a cappella e si esibisce con loro in importanti rassegne. Solo apparentemente decontestualizzata rispetto al suo personale filone di ricerca è la pubblicazione del quarto album. Questo lavoro dal titolo ZORONGO, inciso per l’etichetta Agorà-Musikstrasse nel 2001, vede la Montellanico accompagnata dal chitarrista classico Arturo Tallini; è un tributo al poeta spagnolo Garcia Lorca ed alla musica popolare iberica del ‘500. In realtà, però, anche questo Cd rappresenta l’ennesima manifestazione di un interesse quasi filologico della cantante per il rapporto che lega la musica al testo, oltre a segnare un gradito ritorno alla sua
originaria passione per la musica popolare.
Il 27 maggio 2002 Ada Montellanico è tra le protagoniste della maratona jazz svoltasi al Teatro dell’Opera di Roma ed intitolata “Le signore del jazz”, nell’ambito della rassegna “Jazz all’Opera”. In questa occasione Ada, la cui performance musicale è stata definita da Adriano Mazzoletti «l’unica realmente jazzistica della serata», ha cantato accompagnata dal tenorista Daniele Scannapieco, da Giovanni Ceccarelli al piano, Pietro Ciancaglini al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria; nell’occasione presenta i brani del Cd SUONI MODULANTI, che appare nell’autunno dello stesso anno.
Alla sua quinta incisione discografica, questa volta per la Abeat, la Montellanico viene ufficialmente consacrata dalla critica e dal pubblico “la Signora” del canto jazz italiano.
La sua assoluta originalità e trasversalità le permettono di conquistare un posto d’onore perfino nella programmazione del noto dj-speaker Princefaster, che conduce un programma di successo per l’emittente radiofonica “Radio Rock” e che inserisce SUONI MODULANTI al primo posto nella
sua personale classifica dei dischi più belli ed interessanti. D’altra parte scrive Mazzoletti: «Non riesco ad individuare alcun cantante jazz, del presente ma anche del passato, che non utilizzi la lingua inglese, ad aver trovato le soluzioni di Ada Montellanico. Ci hanno provato in tanti ma hanno tutti miseramente fallito. » In questo Cd compare per la prima volta come autrice di alcuni brani, tra cui “Gocce di luce”, che è in realtà “Remembering the rain” di Bill Evans, a cui apporta un testo in italiano. Inoltre nella raccolta troviamo anche altre composizioni scritte appositamente per lei da Massimo Nunzi, Enrico Pieranunzi e da Daniele Luttazzi, cui si devono parole e musica della ballad “Sometimes”; inedita e singolare la scelta d’inserire un brano in latino, dal titolo “Ad vanas res”. Eccellente il folto gruppo di musicisti, che accompagnano la cantante anche nel lungo tour italiano: oltre ai fedeli Ceccarelli, Ciancaglini e Tucci, nucleo storico del suo quartetto, si alternano presenze rilevanti come quella di Max Ionata ai sax soprano
e tenore, Fabrizio Bosso alla tromba e al flicorno, ed il Quartetto d’archi Pessoa.
La poliedricità della cantante si evince ancora da due progetti estremamente differenti a cui si dedica nel 2003. In aprile infatti è la rappresentante del jazz italiano a Cuba, dove è impegnata in concerti che si svolgono a Santiago de Cuba e all’Avana. Qui collabora con alcuni musicisti cubani,
facendosi portatrice del repertorio italiano che viene riarrangiato spontaneamente dagli stessi cubani. Inoltre, in onore della loro musica, canta alcuni “son” tradizionali in una sorta di gemellaggio musicale.
Nell’estate poi, Ada Montellanico è Miranda, la protagonista femminile dell’opera di Shakespeare “La Tempesta”, trasformata dal compositore e trombettista Massimo Nunzi in una geniale avventura elettroacustica per cantanti, solisti jazz, orchestra e demiurgo elettronico. La voce maschile è di Niccolò Fabi; di assoluto prestigio anche i nomi degli altri musicisti-interpreti, tra i quali Gianluigi Trovesi (Prospero) al clarino e ai sassofoni, Mederic Collignon (Ariel) alla tromba, Gianluca Petrella (Calibano) al trombone e Gaudi (Spiriti dell’aria) al live multichanneling manipulation, theremin moog e percussioni. Il direttore dell’orchestra è lo stesso Nunzi. Co-prodotta da Roccella Jazz, con l’Amit e il Comune di Roma, dopo il debutto nella capitale presso il Parco dei Daini in occasione del centenario dell’apertura al pubblico di Villa Borghese, la piéce è andata in scena al Teatro al Castello di Roccella Jonica nell’ambito della rassegna “Rumori Mediterranei”, riscuotendo i entrambi i luoghi un incredibile successo.
Con Massimo Nunzi la cantante inaugura un felice sodalizio artistico, che la porta a comparire in Casa Moderna, ultimo Cd del trombettista, sia come interprete di alcuni brani sia nella veste di protagonista femminile nel videoclip “Come saranno i tuoi baci”.
Nella primavera 2004 Ada Montellanico partecipa ad altri due progetti di Nunzi: “Jazz, istruzioni per l’uso”, itinerario musicale in otto tappe presentato al Teatro del Lido ad Ostia, Roma; in questa occasione interpreta le scintillanti pagine musicali della Swing Era. Ancora, la troviamo come voce femminile tra gli ospiti di “Tutta la Storia del Jazz in una notte”, la maratona raccontata ininterrottamente dalle 21.00 alle 6.00 del mattino in occasione della Notte Bianca a Roma, il 18 settembre ‘04 presso la Galleria Alberto Sordi.
Accompagnata dalle diverse formazioni, tra il 1999 ed il 2004 la cantante partecipa ai festival di Venezia, Catania, Ancona, “Donne in Jazz” a Chieti, Calvì, Ferrara, Villa Celimontana, Torino, Bologna, Fabriano, Milazzo, Roccella Ionica, Montalcino, Suoni in Cava Apricena, S. Elpidio, Macerata, Cosenza, Bussi, Gabicce, Mosciano Jazz Festival, Scalea, Modica, Messapia Jazz Festival, Crossroads , Fano. Riuscitissima anche la collaborazione con Danilo Rea, con il quale si esibisce in duo aprendo nell’estate del 2003 l’edizione di “Rumori mediterranei”, prestigioso Festival Jazz di Roccella Jonica. In quell’occasione suscita numerosi consensi di critica e di pubblico per il magico affiatamento con il pianista romano in una alternanza continua di grandi momenti di lirismo uniti a spericolate improvvisazioni libere.
Ma il 2004 segna soprattutto la ripresa del tema più caro, ossia la canzone d’autore.
La Montellanico si esibisce nei club italiani con il suo quartetto e si segnalano le incursioni della tromba e del flicorno della guest Fabrizio Bosso. Con un repertorio collaudatissimo e un gruppo di musicisti estremamente affiatato, durante l’estate è presente nei più importanti festival jazz che
si svolgono in tutta la penisola, raccogliendo dovunque tributi di ammirazione e stima per il suo lavoro di recupero colto e raffinato.
Si esibisce nuovamente nella nota rassegna jazz di Villa Celimontana a Roma e al festival di Mosciano, al fianco del sassofonista Lee Konitz, allo “Scalea jazz”, al festival Bussinjazz e in altre numerose rassegne, dove sempre affascina il pubblico per la sua interpretazione ed espressione vocale.
Nel 2005 Ada partecipa al Cd di Daniele Luttazzi Money for dope, EMI. Dall’agosto dello stesso anno inizia la collaborazione tutt’ora in corso con l’attrice regista Lisa Ferlazzo Natoli, figlia del celebre Lisi Natoli, per il progetto teatrale “Il canto d’amore e di morte dell’alfiere” da un racconto originale di Rainer Maria Rilke, un omaggio allo stesso Lisi Natoli prodotto da Roccella Jazz Festival - XXV edizione. La piéce, andata in scena a
Roccella Jonica nell’ambito del festival jazz e a Roma, presso il Teatro Vascello ed il Teatro del Lido ad Ostia, continua le repliche con successo. Nel contesto drammaturgico, il canto di Ada si intreccia magistralmente alla recitazione della grande attrice Lisa Natoli per raccontare il testo di Rilke. L’originalità dello spettacolo risiede nel ruolo della musica che non è un semplice commento al testo, ma diventa narrazione essa stessa insieme
alla recitazione. L’ensemble è costituito da una voce recitante, una voce cantante, clarinetto, sax soprano, tromba e chitarra.
Il 2005 si apre con un grande evento discografico: la pubblicazione del prezioso DANZA DI UNA NINFA, che vede ancora uniti Ada Montellanico e Enrico Pieranunzi alla guida di un ensemble d’eccezione, ulteriormente arricchita dalla presenza straordinaria di Paul MacCandless, per presentare un progetto realizzato per l’etichetta EGEA. Un nuovo lavoro che è un vero e proprio viaggio all’interno del mondo poetico-musicale di Luigi Tenco, per la cui realizzazione sono stati creati appositamente dal pianista romano nuovi arrangiamenti tali da commentare e far vivere le emozionanti storie racchiuse nelle bellissime musiche e nei testi del cantautore. In DANZA DI UNA NINFA sono però presenti anche quattro “inediti”, tra i quali lo splendido brano che da il titolo al disco, che colpiscono per la loro grande bellezza e forza poetica. Si tratta di quattro testi di Luigi Tenco - due
dei quali musicati dalla Montellanico, due da Pieranunzi - la cui incisione ed esecuzione costituisce un “evento nell’evento” perché mai, prima d’ora, testi del cantautore erano stati messi in musica, operazione che ha tra l’altro ricevuto il caloroso consenso e sostegno della famiglia Tenco. Il disco,
presentato a Perugia nell’ambito dell’Umbria Jazz Festival 2005 con un concerto-evento di grande successo presso il “Teatro Pavone”, è stato accompagnato da una serie di concerti estivi che hanno visto l’ensemble esibirsi nelle più prestigiose rassegne jazz nazionali ed internazionali, tra cui il Taormina Festival e il Festival Jazz di Roccella Jonica, dove la Montellanico ha tenuto anche workshop di canto. Nel settembre del 2005 c’è stata
la presentazione del progetto al pubblico romano, che ha applaudito calorosamente l’ensamble durante l’acclamato concerto svoltosi all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Tanti ed importanti sono stati i palcoscenici nazionali ed internazionali che hanno ospitato questo concerto durante il 2006, tra i quali si ricordano La Casa del Jazz a Roma, il Blue Note a Milano e la partecipazione al prestigioso Montréal International Jazz Festival.
In seguito alla pubblicazione del libro Quasi sera. Una storia di Tenco, edito da Stampa Alternativa/ Nuovi Equilibri, nella collana “Sconcerto”, fatica letteraria esplicitamente appoggiata dagli eredi Tenco, Ada Montellanico è stata impegnata durante la seconda metà del 2006 nelle presentazioni
che hanno avuto luogo con successo press le maggiori librerie italiane. Proprio in una di queste occasioni ha incontrato gli studenti delle due università romane, ai quali ha tenuto due lezioni-seminario che si sono svolte rispettivamente presso la facoltà di Scienze della Comunicazione della Università La Sapienza e la facoltà di Economia della Università Tor Vergata.
Tra il 2005 ed il 2006 è stata ospite in altri due progetti di Massimo Nunzi e della sua orchestra: I GRANDI DEL JAZZ - ISTRUZIONI PER L’USO: le forme moderne del Jazz I (1940- 1960) al Teatro Sistina e La Notte della Televisione Italiana all’Auditorium Parco della Musica, entrambi a Roma.

Home